LE COMUNITÀ ENERGETICHE: IL VERO PARADIGMA PER L’AUTONOMIA ENERGETICA

Il quadro normativo che sta emergendo è finalmente una risposta ad una sfida globale legata alla gestione dell’energia. Nella sostanza le CER hanno l’obiettivo di gestire la produzione ed il consumo dell’energia rinnovabile all’interno di un’area localizzata che possiamo definire isola energetica. Tale modello di sviluppo nella produzione e consumo di energia rinnovabile sta rapidamente prendendo forma con l’obiettivo di aumentare l‘autoproduzione-consumo di una rinnovabile.

In realtà la regolamentazione normativa, come avviene da sempre nell’ultimo decennio, arriva in ritardo nonostante gli obblighi europei già da tempo tracciati.

Meglio tardi che mai.

Alla luce dunque di quest’ultima regolamentazione 2024, di seguito dibatteremo su quale potrà essere il futuro delle CER.

Le CER, come ogni altro autoprosumer (autoproduttore-consumatore), possono rappresentare un passo avanti nell’adempimento degli obblighi europei in materia di energia e clima. L’Unione Europea ha posto infatti ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e di aumento della quota di energia da fonti rinnovabili entro determinati tempi.

Le CER potrebbero facilitare la produzione e il consumo locale di energia rinnovabile, contribuendo significativamente al raggiungimento di tali obiettivi, accelerando il percorso verso una società a basse emissioni di carbonio e rappresentando la sintesi del paradigma per raggiungere l’indipendenza energetica del territorio.

 

La Normativa CER e gli Obiettivi da Raggiungere per gli Accordi Europei PNRR

La normativa sulle CER svolge un ruolo cruciale nel definire gli obiettivi e le modalità di funzionamento di queste comunità. Gli accordi europei, come il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), pongono l’accento sull’importanza della transizione energetica e sull’adozione di pratiche sostenibili.

Le CER, per avere questo approccio, necessitano di una produzione e relativo consumo all’interno di un perimetro ben localizzato dove la dimensione spazio-tempo, o meglio, spazio-temporale, giustifichi non solo la produzione (in quanto tale) di energia rinnovabile, ma anche il consumo. Per realizzare tutto questo, è necessario pensare ad una rete distributiva intelligente e, quindi, ad una vera e propria smart-grid all’interno del quale costruire un algoritmo che regoli il rapporto tra chi consuma e chi produce, che sia la sintesi di una gestione intelligente della distribuzione dell’energia. Solo in questo modo si possono offrire soluzioni concrete, non solo per ridurre l’impatto ambientale, ma anche per promuovere lo sviluppo locale.

Attualmente il quadro normativo non è chiaro nella sezione dedicata alla distribuzione all’interno dell’isola energetica che viene a crearsi attraverso le CER. Infatti la gestione della distribuzione è ancora concepita tramite un gestore esterno alle comunità che per questo motivo risulta anche oneroso a causa dei costi di vettoriamento.

Pertanto, considerando che la gestione dell’energia in Italia è fisicamente organizzata attraverso il trasporto di essa per dorsali e non in maniera circolare, sembra un po’ difficile da un punto di vista tecnico, mettere d’accordo l’interesse di una CER con quello del gestore dei servizi.

Ci sono degli accenni per quanto riguarda la dimensione degli accumulatori elettrici dei produttori affinché questi siano dimensionati per aumentare il livello di autoconsumo, ma non vi è garanzia tecnica perché questi possano funzionare, considerando i sistemi di misurazione dell’Ente Gestore.

 

Il Futuro delle CER dopo il Regolamento Operativo del 2024

Il recente regolamento operativo del 2024 ha fornito linee guida sul funzionamento delle CER, stabilendo criteri e requisiti specifici per la loro costituzione e gestione. Ci si aspetta dunque che con questo nuovo regolamento, le CER possano massimizzare il loro potenziale ed essere espressione concreta del cambiamento previsto dalla loro introduzione. Ma vi sono due aspetti importanti da considerare: il primo, già descritto, sul ruolo e sul funzionamento di una smart-grid; l’altro riguarda il livello tariffario dell’incentivazione del contributo per la costruzione degli impianti.

 

Il Ruolo della Tariffa Incentivante e del Contributo per la Costruzione degli Impianti

La tariffa incentivante e il contributo per la costruzione degli impianti dovrebbero rappresentare strumenti chiave per favorire lo sviluppo delle CER. Le tariffe incentivanti offrono un incentivo finanziario per la produzione di energia rinnovabile, rendendo più attraente per i cittadini e le comunità investire in queste tecnologie. Nella realtà dei fatti, però, esistono delle crepe a livello di incentivazione: gli incentivi riferiti per la parte di utilizzo all’interno della CER hanno un livello di tariffazione troppo basso rispetto ad un singolo produttore che si rivolge al mercato libero, sebbene i livelli attuali dei costi di realizzazione di un impianto siano molto bassi rispetto a qualche anno fa.

Qualche correttivo è previsto per le sole CER i cui impianti di produzione si trovano in Comuni con meno di 5mila abitanti, poiché alla tariffa incentivante si aggiunge un contributo in conto capitale, pari al massimo al 40% del costo dell’investimento, finanziato con le risorse del PNRR.

 

Il Modello CER come Nuovo Assetto Virtuale di Autonomia Energetica

Come prima già accennato, la CER potrebbe rappresentare un nuovo assetto virtuale, se e nella misura in cui si gestiscano direttamente la rete di trasporti all’interno e su essa si costruiscano le basi per sviluppare quella necessaria ad utilizzare intanto tutta l’energia rinnovabile prodotta e disponibile.

Per fare ciò, bisognerebbe certamente apportare degli aggiustamenti normativi (che si spera saranno proposti nel prossimo futuro) ed inserire tante CER in un contesto distributivo che abbia un connotato neurale (di connessione) per effetto della prossimità.

Solo in questo caso, le CER rappresenterebbero una svolta fondamentale per una effettiva futura infrastruttura energetica, offrendo una via verso un futuro più verde per tutti.

Tags:
Leave a Comment